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I formati del libro: tascabile, brossura, cartonato
Il formato è la prima decisione di un libro: decide scaffale, pubblico e prezzo. Qui i formati italiani uno per uno, con la tabella di riferimento del sito.
Prima della copertina, prima del titolo, un libro è un formato: un insieme di dimensioni, legatura e prezzo che decide in quale scaffale finirà e a quale pubblico si rivolge. Nell'editoria italiana le parole sembrano sinonimi, tascabile e brossura finiscono usate a caso, ma dietro c'è una tassonomia precisa e stabile. Questa è la pagina di riferimento del sito: le dimensioni sono indicative, le fasce di prezzo pure, ma la logica dei formati non cambia da casa a casa, e una volta letta accompagna ogni altra scelta, dal contratto all'acquisto.
Che cosa cambia davvero con il formato
Il formato non è una questione estetica. Decide il costo di stampa, perché carta e tiratura si calcolano sul foglio; decide il prezzo, che in un sistema a prezzo unico resta quasi fisso tra un punto vendita e l'altro; decide la collocazione, perché le collane economiche hanno banchi propri; e in parte decide il tempo, perché molti titoli passano da un formato all'altro nel ciclo descritto dal doppio binario editoriale. Un lettore che riconosce i formati a colpo d'occhio capisce in un secondo dove sta andando un titolo, e quante finestre di acquisto avrà.
I formati principali in Italia
Il tascabile economico è il formato più piccolo, di norma intorno agli undici per diciotto centimetri, carta leggera, prezzo basso: è il binario lungo del catalogo, quello che porta i testi nelle tasche e negli zaini degli studenti. La brossura media è il formato di uscita più diffuso per la narrativa, indicativamente quattordici per ventun centimetri: è il libro della finestra delle recensioni. Il formato grande, intorno ai quindici per ventitré centimetri, ospita saggistica e fiction che vogliono pagina larga. Il cartonato, con copertina rigida indicativamente a sedici per ventitré, è la veste dei regali, dei grandi saggistici e delle illustrazioni. Accanto vivono l'ebook e l'audiolibro, che non hanno centimetri ma hanno identità propria, ISBN incluso.
| Formato | Dimensioni indicative | Uso tipico | Prezzo indicativo |
|---|---|---|---|
| Tascabile economica | 11 x 18 cm | classici, fondo, collane economiche | da 8 a 12 euro |
| Brossura media | 14 x 21 cm | uscite di narrativa e saggistica corrente | da 14 a 18 euro |
| Formato grande | 15 x 23 cm | saggistica, fiction di respiro, illustrazioni leggere | da 18 a 24 euro |
| Cartonato | 16 x 23 cm | regali, libri illustrati, edizioni di prestigio | da 20 a 30 euro |
| Ebook e audiolibro | senza dimensioni fisiche | lettura su schermo e ascolto | generalmente sotto la carta |
Tutte le cifre della tabella sono indicative: servono a leggere uno scaffale, non a stabilire un prezzo. Ogni casa editrice muove i centimetri di qualche millimetro, e il singolo titolo può stare in mezzo a due fasce.
Perché ogni formato ha il suo codice
La stessa storia scritta in tre formati è commercialmente tre prodotti diversi, e la catena del libro li gestisce separatamente. Per questo ogni formato porta il proprio ISBN, il codice a tredici cifre che permette alle librerie di ordinare esattamente quella edizione: la struttura del codice si smonta nel saggio dedicato all'ISBN. Quando un lettore dice che il tascabile è uscito più tardi, sta osservando l'effetto di questa separazione: le due edizioni hanno vite commerciali indipendenti, anche se il testo è lo stesso.
Il formato come decisione editoriale
Per chi scrive, il formato si negozia al momento del contratto, perché influenza compenso e ciclo di vita: le regole sono nel saggio sul contratto di edizione, e il rapporto tra uscita alta e tascabile economico sta nel doppio binario. Per chi pubblica da solo, il formato è la decisione di fabbrica più delicata, e si incrocia con la tecnologia di stampa: la stampa on demand regge bene i formati standard e soffre con i formati strani, come spiega il confronto sul print on demand. Un formato comune è anche un formato stampabile e ordinabile ovunque, ed è raramente una rinuncia creativa.
La ronda del formato
Prima di scegliere o comprare, la ronda dura trenta secondi:
- riconosco il formato dalla dimensione, non dal prezzo solo;
- so se il titolo è un'uscita o un tascabile di recupero;
- guardo la collana, che di solito dichiara il formato a tavolino;
- per l'ebook controllo che esista davvero della stessa edizione;
- per un regalo valuto il cartonato, per uno zaino il tascabile;
- se cerco il fondo, so che vive nei formati economici;
- confronto il prezzo con la fascia del formato, non con la memoria.
Errori comuni
Il primo è chiamare tascabile qualsiasi libro in brossura: la brossura media è il formato standard di uscita, il tascabile è un altro mondo, dimensioni e prezzo compresi. Il secondo è giudicare la qualità dal formato: un grande formato non garantisce un grande testo, e il tascabile spesso ha dietro una selezione durata anni. Il terzo è confondere i codici: l'ISBN del cartonato non ordina il tascabile, come mostra il saggio sull'ISBN. L'ultimo è ignorare il formato quando si firma: un contratto che non nomina i formati lascia al caso la metà della vita commerciale del libro.
In sintesi
I formati del libro italiano sono cinque porte: tascabile economica, brossura media, formato grande, cartonato, digitale. Ognuna decide costo, scaffale e finestra di acquisto, e ognuna ha il suo codice. La tabella è la mappa di riferimento di tutto il sito: i saggi sul print on demand e sull'ISBN la usano, il doppio binario la applica nel tempo, e il lettore che la conosce cammina in libreria con un metro in tasca. Per leggere la scelta dal lato della produzione, la guida al print on demand completa il quadro della fabbrica.